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I “buoni cristiani”

Come viene definito un “buon cristiano”? Dopo anni di catechismo credo di aver capito che le qualità di un buon cristiano dovrebbero essere comprensione e solidarietà verso il prossimo.

Non si può negare che i tempi siano cambiati per tutti, anche per la Chiesa, eppure noto che tante persone nascondono la propria ignoranza dietro alla religione, giudicando in nome di Dio. Tanto poi basta andare a confessarsi per espiare i propri peccati.

Aldilà di ciò a cui si possa credere oppure no, dovremmo vivere la nostra vita nel rispetto degli altri per una questione di etica personale, non perché ci viene imposto da un libro. Dicono che sia questione di fede. Io ho fede in me stessa e nella persona che voglio essere, trattando gli altri come vorrei essere trattata. 

Io non mi definisco più. Sono cristiana perché sono stata battezzata, ho ricevuto la Prima Comunione e fatto la cresima. Dopodiché non sono più andata in chiesa di mia spontanea volontà, se non ad eventi di amici e familiari. 

Tutta questa introduzione per arrivare al punto: io e Mariano non ci siamo sposati in chiesa e, per questa nostra decisione, siamo stati trattati in modo non molto cristiano da un mio familiare molto cattolico. Inizialmente questa pressione ci aveva fatto dubitare della nostra scelta, poi ci siamo ricordati che stavamo organizzando il NOSTRO giorno e che avremmo dovuto farlo secondo i nostri desideri. Fortunatamente siamo stati supportati  dal resto delle nostre famiglie e dagli amici, che hanno apprezzato la nostra coerenza tra pensieri e fatti.

Ricordo ancora quando mia nonna, estremamente cattolica, aveva accettato senza troppe storie la nostra convivenza e aveva abbracciato Mariano sussurrandogli che per lei era come un nipote. Ho saputo questa cosa solamente diverso tempo più tardi, quando ormai un terribile male aveva costretto mia nonna in un letto di ospedale con i giorni contati.

Lei, col suo carattere forte, l’unico che si possa sviluppare quando si hanno 6 maschi da crescere e un marito al lavoro; lei, che amava agghindarsi per uscire, anche solo per andare in chiesa; lei, che nonostante tutte le buone azioni e le preghiere è stata colta da una lunga e atroce malattia, senza perdere mai la speranza; lei, che avrebbe ascoltato le nostre ragioni, pur non condividendole, a patto di vederci felici; lei sì che era una buona cristiana.

Un pensiero riguardo “I “buoni cristiani””

  1. Ciò che tu tratti, il comportamento poco accogliente dei fanatici religiosi si chiama proprio estremismo. Dio ha diverse sfumature ed ognuno di noi ne coglie un tratto e lo fa suo, coltivando quella parte divina in una propria visione. Il libro è solo un insieme di scritti, racconti e “fatti storici” che mostrano una via a chi ancora non sa da dove cominciare.
    Il catechismo che si riceve è fatto sempre da persone che seguono la pappardella imparata a memoria. Alla fine non credono neanche loro alla lezione che impartiscono. Trovano in quel ruolo solo un modo di essere visibili, un posto prenotato per il paradiso quando si ravvederanno e quando tutti misureranno la loro credibilità dalla dedizione avuta per la chiesa.
    Fuori possono uccidere emozionalmente i propri “fratelli e sorelle”, tanto a chi daranno mai sostegno i parrocchiani, alla catechista o i prodigiosi estremisti parrocchiani cattolici, oppure a quella persona che nella sofferenza cerca solo un posto di pace e si ritrova solo il dito puntato addosso?!
    Il matrimonio civile è utile per una tutela legale in caso di separazione e figli. Non serve un giuramento davanti al loro dio per testimoniare la tua fedeltà a chi ti sta accanto. Lo scegli ogni giorno ed ogni giorno siete insieme, questa è la vera promessa, scegliersi ogni giorno!
    Gli estremisti sono sempre quelli che sanno la lezione e poi fanno di testa loro.

    Mi ha attirato qui il titolo del tuo blog, quindi cercherò qualcosa in più fra i tuoi post che trattino della gatta di casa (oppure è un’allegoria?).
    Piccola digressione. Nella cultura araba e nella semplice saggezza turca i gatti vengono intesi come esseri consapevoli di Dio. Non mendicano e non chiedono nulla, vivono sapendo che Dio non li lascerà mai da soli ed affamati perché sempre un buon cuore troveranno nella loro strada a riempire il loro corpo di coccole e cibo. Lo vidi in un documentario. Dato che apprezzi il mondo felino te lo consiglio vivamente.

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