Blog, Maternità, Riflessioni

La quarantena con una bimba di 7 mesi

Giorno di quarantena numero 26.

I giorni scorsi sono stati duri perché abbiamo avuto tutti il nostro momento febbre accompagnato da panico (da parte mia) ma fortunatamente adesso stiamo bene e possiamo affrontare la quarantena con un altro spirito.

L’unica volta che sono uscita di casa è stato lunedì per fare la spesa ma non posso certo dire di annoiarmi dato che con me ci sono mio marito in smart working e la nostra bimba di 7 mesi che assorbe completamente le mie energie.
Le mie giornate iniziano colme di buoni propositi che puntualmente vanno scemando perché è già abbastanza complicato riuscire a gestire la piccola intanto che faccio cose che ci consentano di sopravvivere, figuriamoci se riesco a fare altro. Però sorprese e imprevisti sono sempre in agguato quindi io non rinuncio ai buoni propositi mattutini, anche solo per darmi la carica.

Questo è il pro e il contro di affrontare la quarantena con una neonata: non ho il tempo di annoiarmi perché lei richiede attenzioni costanti.
Si sveglia verso le 7, poppata e poi si riaddormenta ancora un’oretta, poi ci alziamo, accendiamo la radio che resta da sottofondo a tutta la giornata, e mentre uno prepara la colazione l’altro la cambia; poi mio marito inizia a lavorare e io approfitto del buon umore del mattino della piccola per fare qualcosa in casa e intanto cerco di parlarle il più possibile per coinvolgerla oppure incalzo la radio cantando. Solitamente prima della pappa fa un micro sonnellino addosso a me e tra le 11.30 e mezzogiorno la faccio mangiare così poi ho il tempo di preparare il pranzo (che a volte inizio a preparare prima). Finito di pranzare e di sistemare cerco di farle fare il riposino, che con me al suo fianco dura anche un paio d’ore. Poi merenda e giochiamo. Prima di cena fa un altro microsonno e, verso le 22, quando vedo che dà segni di cedimento la porto a letto. Se il tempo lo permette, dato che abbiamo la fortuna di avere un terrazzo e un piccolo giardino, cerchiamo anche di farla stare all’aria aperta.

Tutto questo è possibile perché sono a casa. Aprile è arrivato accompagnato dalla crisi da termine del congedo di maternità e rientro al lavoro, previsto tra una ventina di giorni; crisi che comunque avrei anche in condizioni normali.

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