In moto alla scoperta della Spagna: i primi 6 giorni

Spagna in moto
Tempo di lettura: 6 minuti

Nel 2017 io e Mariano abbiamo fatto un viaggio in moto alla scoperta della Spagna. Siamo partiti da casa nostra il 5 giugno in sella alla sua Ducati Multistrada e la sera dopo eravamo a San Sebastián, nei Paesi Baschi. Abbiamo attraversato montagne, pianure, deserti, colline, fino ad arrivare a Barcellona, dove abbiamo preso il traghetto per Genova.

Abbiamo percorso più di 4.000 km in 12 giorni, cercando di evitare il più possibile le autostrade, per goderci la vera essenza dei posti che stavamo attraversando.

Nonostante avessimo pianificato l’itinerario prima di partire, abbiamo deciso di prenotare in anticipo soltanto 3 posti dove dormire:

  • la prima notte del nostro viaggio, in Provenza, perché non sapevamo in che stato saremmo arrivati
  • la prima notte in Spagna, perché ci aspettava un viaggio lungo per raggiungerla
  • una Cueva (cioè una grotta) vicino a Granada, perché avevo paura di non trovarne più a quel prezzo

L’itinerario dei primi sei giorni di viaggio in moto per la Spagna

Giorno 1: casa – Arles

Siamo partiti da casa verso le 9, consapevoli che per strada avremmo trovato maltempo. Infatti poco dopo la partenza ci siamo dovuti fermare per mettere le tute anti pioggia, che abbiamo indossato fino al confine. Abbiamo percorso la A4 fino a Torino e poi abbiamo proseguito verso Monginevro, in Francia.

Una volta arrivati in Francia abbiamo scoperto che era lunedì di Pentecoste, festivo, quindi molti posti erano chiusi. Che cosa strana per noi italiani!

Da Monginevro abbiamo attraversato innumerevoli paesini montani molto suggestivi e siamo scesi dal Parco del Verdon; poi, passando per Aix-en-Provence, siamo arrivati ad Arles.

L’hotel era distante dal centro quindi abbiamo preso ancora la moto per andare a mangiare qualcosa. Essendo festivo era quasi tutto chiuso, tranne un discutibile ristorante italiano. Dopo cena abbiamo fatto un salto a vedere l’arena di Arles e poi siamo andati di corsa a dormire. Eravamo stanchissimi e il giorno dopo avremmo dovuto fare ancora parecchie ore sulla moto per raggiungere la Spagna.

Giorno 2: Arles – San Sebastián

Prima di lasciare Arles, siamo andati a vedere il Ponte di Langlois, dipinto da Van Gogh in diverse opere, e poi ci siamo diretti verso Carcassonne.

Viaggio in moto

Carcassonne è famosa per la sua Cité, cittadella fortificata che sorge su una collina. Ci siamo fermati a visitare la città nelle mura, affascinati dalla sua bellezza senza tempo.

Da lì fino alla Spagna siamo rimasti quasi sempre in autostrada perché non c’erano molte alternative e stava iniziando a farsi tardi. Dopo ore di strada e paesaggi sempre uguali ci sentivamo stremati e non vedevamo l’ora di arrivare a destinazione.

Per la notte a San Sebastian avevo prenotato un agriturismo in collina, nei pressi di una zona industriale. Eravamo stufi di stare in moto, così abbiamo preferito uscire a piedi per andare a cena. Quando siamo tornati indietro ho avuto paura: in giro per la zona industriale c’eravamo soltanto noi ed era poco illuminata. Dai piedi della collina, dove si trovava una centrale elettrica (non so se hai presente il rumore che fa), abbiamo dovuto accendere le torce del telefono per vedere qualcosa.

Giorno 3: San Sebastián – Somo

Dopo una squisita colazione fatta in casa, siamo saltati nuovamente in sella alla moto e abbiamo costeggiato il litorale di San Sebastian, per poi dirigerci verso Bilbao, ad un’oretta di strada circa. Abbiamo parcheggiato nei pressi del Guggenheim e abbiamo passeggiato per un’oretta senza una meta precisa perché stavamo decidendo come proseguire la giornata. Improvvisamente Mariano ha avuto un’illuminazione e ha chiamato dei ragazzi venezuelani che conosceva per sapere se avessero posto nella loro surf-house. Nel giro di pochi minuti avevamo una nuova destinazione e un posto dove dormire: Somo, che si trova praticamente di fronte a Santander ed è una meta conosciuta dagli amanti del surf.

Spiaggia a Somo

Io ero impaziente di vedere l’oceano e Mariano di surfare. Appena siamo arrivati ha noleggiato l’attrezzatura e ci siamo incamminati verso la spiaggia. Mentre lui cavalcava le onde io mi sono rilassata: seduta sulla sabbia davanti all’oceano, a farmi cullare dal rumore delle onde.

Non ci siamo preoccupati dell’orario e infatti si era fatto tardissimo. Uno dei ragazzi della surf-house gestiva un bar in centro e abbiamo cenato lì con delle tapas. Al bar abbiamo iniziato a conversare con dei signori che erano seduti di fianco a noi e ci siamo ritrovati a raccontarci le nostre vite, fino all’1.30 del mattino. Poche ore dopo saremmo dovuti ripartire per Madrid altrimenti saremmo andati avanti a parlare ad oltranza.

Giorno 4: Somo – Madrid

Tra la colazione e i saluti a suon di Pura Vida, siamo partiti da Somo che era quasi mezzogiorno. Abbiamo percorso le strade tortuose e panoramiche delle Sierras (a metà tra colline e montagne) fino a Burgos, dove mi sarei voluta fermare a vedere la cattedrale. Purtroppo però eravamo in ritardo sulla nostra tabella di marcia, così mi sono accontentata di vederla da lontano, mentre attraversavamo la città.

Siamo arrivati a Madrid verso le 7 di sera. Saremmo stati ospiti a casa di Jonathan, collega di Mariano. Mentre aspettavamo che rincasasse dal lavoro, abbiamo girato un po’ a zonzo per la città, finché ci siamo fermati nello splendido parco di El Retiro, polmone verde di Madrid, pieno di viali, fontane e monumenti.

Giorno 5: Madrid

Il mattino seguente Jonathan ci ha fatto trovare una colazione squisita: pane, olio, succo di pomodoro e prosciutto crudo. Poi abbiamo fatto un giro nel loro quartiere, nella periferia sud della città, intanto che aspettavamo che la sua compagna tornasse dal lavoro per per andare in centro, dove ci hanno mostrato e raccontato alcune bellezze di Madrid. In poche ore abbiamo visto:

  • Parque del Oeste, dove abbiamo potuto ammirare il tempio di Debod, un tempio dell’Antico Egitto
  • Piazza di Spagna col suo monumento a Miguel de Cervantes, Don Chisciotte e Sancho Panza
  • Mercado de San Antón, mercato coperto che sulla terrazza ospita un bar/ristorante panoramico
  • Puerta del Sol, piazza col Chilometro Zero, cioè il punto dal quale partono le strade spagnole
  • Palazzo Reale e Cattedrale de la Almudena, passando da Plaza de Oriente
  • Plaza Mayor, a pianta rettangolare, alla quale si può accedere solo attraverso uno dei nove archi che la circondano

Giorno 6: Madrid – Siviglia

Poco dopo essere usciti da Madrid il paesaggio è cambiato radicalmente e ci siamo ritrovati immersi in campi di cereali e mulini a vento. Eravamo nella famosa regione della Mancia, quella di Don Chisciotte.

Per la prima volta, da quando eravamo partiti da casa, ho sofferto sia il caldo che la sonnolenza, favorita dalla monotonia dell’autostrada e del paesaggio. Infatti appena siamo arrivati in Andalusia abbiamo preso ancora delle strade secondarie, fino ad arrivare a Cordoba.

Avrei tanto voluto vedere le Mezquita, nata come moschea e trasformata in cattedrale, ma purtroppo quando siamo arrivati noi era già chiusa. Abbiamo attraversato il Ponte Romano e girato attorno alla cattedrale, per poi entrare in un cortile attratti dal cartello Paella. La delusione di non aver potuto visitare la Mezquita è stata presto sostituita dallo stupore per lo spettacolo di flamenco al quale abbiamo assistito durante la cena.

Spettacolo di Flamenco

Si erano fatte le 22 e noi dovevamo ancora raggiungere Siviglia e trovare un posto dove dormire. La cosa stava iniziando ad agitarmi. Abbiamo chiamato un paio di posti ma alcuni non rispondevano oppure non avevano a disposizione un parcheggio privato, requisito fondamentale per noi. Quando ero sul punto di disperarmi, abbiamo trovato un posto a Dos Hermas, a sud di Siviglia. Siamo partiti subito per raggiungere l’hotel e durante il tragitto ci siamo goduti l’aria fresca, dopo una giornata torrida indossando le tute da moto.

A breve ti racconterò anche il resto del viaggio in Spagna in moto. Se nel frattempo ti stai chiedendo come abbiamo fatto ad organizzarlo, te lo spiego in questo articolo. Se invece vuoi sapere qualcosa in più su di me, trovi tutto qui.

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