La mia gravidanza: terzo trimestre

terzo trimestre di gravidanza
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Il terzo trimestre di gravidanza è stato caratterizzato principalmente da un pancione spropositato e una profonda insofferenza al caldo-umido estivo. Oltre al corso in piscina, che avevo iniziato nel secondo trimestre, ho iniziato a frequentare anche il corso pre-parto e trascorrevo il tempo libero fantasticando, ricontrollando la borsa per l’ospedale e leggendo. Nelle giornate torride andavo a mettermi in ammollo nella piscinetta che i miei avevano comprato apposta per farmi sopravvivere all’estate.

A un paio di settimane dalla data presunta del parto, le mie amiche mi hanno organizzato un bellissimo baby shower a sorpresa: è stato un pomeriggio di festa, delizie e regali. Mi hanno anche dato un cartoncino col mese di agosto nel quale segnare le scommesse sulla data effettiva di nascita ma alla fine non ha indovinato nessuno.

Corso pre-parto

Con l’ingresso nel terzo trimestre di gravidanza, ho iniziato il corso di preparazione al parto presso il consultorio familiare della mia zona. L’appuntamento era una volta a settimana e durava tre ore, che passavano velocissime. Si teneva in una stanza col pavimento ricoperto di materassini e noi eravamo in semicerchio, comodamente sedute su dei cuscini.

Ad ogni incontro trattavamo un tema diverso e l’ostetrica ci coinvolgeva in modo da basare la discussione sulle nostre esigenze. Abbiamo parlato di:

  • caratteristiche dei tre trimestri di gravidanza
  • esogestazione (della quale non avevo mai sentito parlare prima)
  • allattamento al seno e artificiale
  • travaglio e parto
  • depressione post parto
  • paure e dubbi

Sono stata molto contenta di essere riuscita a partecipare a questo corso. Mi ero informata tardi e stavo rischiando di non trovare posto. Non avrei voluto farlo presso un ospedale perché so che le modalità tendenzialmente sono diverse, più fredde e teoriche.

Ecografia di accrescimento

L’ecografia di accrescimento è quella che viene fatta nel terzo trimestre di gravidanza per verificare il corretto sviluppo del bambino, la quantità di liquido amniotico e la posizione della placenta. È la terza e ultima delle ecografie consigliate e passate dal SSN.

A differenza della prima ecografia e della morfologica, questa l’ho fatta presso un ospedale. La visita è stata un po’ sbrigativa rispetto alle altre ma l’importante è che fosse tutto ok.

La borsa per l’ospedale

Prima di cimentarmi nella preparazione della borsa per l’ospedale, mi sono informata su cosa fosse richiesto nella struttura dove avevo deciso di andare a partorire. Questo perché, ad esempio, non in tutti i posti viene fornito il materiale per il cambio o gli assorbenti post-parto.

Io ho fatto stare tutto in un borsone da palestra, posizionando a prima vista quello che sarebbe servito in sala parto:

  • Per me
    • tre camicie da notte e una vestaglia
    • un paio di infradito per la doccia e un paio per la camera
    • biancheria intima
    • un beauty per l’igiene personale
    • un vestito per le dimissioni
  • Per Camilla ho portato dei cambi completi composti da body, tutine e calzini. Nel primo corredino c’era anche un cappellino di cotone e in quello per le dimissioni c’era un golfino leggero. Avevo suddiviso tutto in pratiche bustine Ikea per avere i cambi a portata di mano ma non ce ne è stato bisogno perché purtroppo quelle bustine sarebbero tornate a casa con me, intatte.

Dopo le 40 settimane

La data presunta del parto, calcolata sulla base dell’ultimo ciclo mestruale e poi riconfermata nelle varie ecografie, era il 21 di agosto. Fu un giorno come un altro e l’idea di poter arrivare al punto di dover fare l’induzione non mi entusiasmava.

Quella notte però ho iniziato con i prodromi: avevo delle leggere contrazioni ma regolari e costanti. Dopo quasi 24 ore così, camminate, scale, bagni e massaggi, la mia ostetrica Martina ci ha consigliato di andare in ospedale. Lì mi hanno attaccato il monitoraggio e fatto la visita e alla fine hanno deciso di ricoverarmi. Dopo un paio di giorni senza novità mi hanno rimandata a casa.

Il 26 agosto, all’1 del mattino, sono arrivate le contrazioni, quelle vere. Dopo un travaglio complicato e un cesareo d’urgenza, alle 16.06 del pomeriggio è nata Camilla, a 40 settimane e 5 giorni. Ma questa è un’altra storia e merita un post a parte.

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