Viaggio in moto: come si organizza

Viaggio in moto
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Come si organizza un viaggio in moto? A giugno 2017 io e Mariano siamo saltati in sella alla sua Ducati Multistrada e siamo andati alla scoperta della Spagna.

In due. Con tre bauletti. Per dodici giorni di viaggio.

Non abbiamo deciso di partire da un giorno all’altro ma ci siamo presi del tempo per pianificare ed organizzare: lui si è occupato dei controlli sulla condizione della moto e di verificare il Codice della Strada dei Paesi che avremmo attraversato, mentre io mi sono occupata dell’itinerario.

L’itinerario

Quando Mariano mi ha proposto di fare un viaggio in moto, mi è venuta subito in mente la Spagna. Ho aperto Google Maps e, partendo da casa nostra, ho iniziato ad inserire alcune tappe che richiedessero al massimo 7 ore di guida giornaliere. Stare in sella alla moto per molte ore è abbastanza stancante. Stanca mentalmente quando si percorrono le autostrade, a causa della monotonia, e fisicamente quando si passa per le strade interne, che richiedono più sforzo fisico.

Abbiamo individuato i posti che avremmo voluto vedere ma non abbiamo prenotato sistemazioni per la notte (tranne per le prime due), per essere liberi di fare eventuali cambiamenti in itinere.

itinerario viaggio in moto

Quando inizierai a pianificare l’itinerario, tieni in considerazione che magari dopo tante ore di viaggio avvertirai la stanchezza e non avrai voglia di andare subito a visitare e girovagare. Inoltre verifica il Codice della Strada dei Paesi dai quali passerai perché potrebbero esserci obblighi e divieti diversi dai nostri. Ad esempio, in Francia è obbligatorio avere con sé un kit di primo soccorso e indossare delle pettorine catarifrangenti. Considera anche che, in caso di maltempo, dovrai ridurre la velocità e potresti dover fare delle soste prolungate.

Condizione della moto prima di partire

Prima di partire devi accertarti che la moto sia nella condizione ottimale per poter affrontare un viaggio. La sicurezza prima di tutto! Ricordati di controllare (o di farlo fare a qualcuno di competente nel caso tu non lo sia):

  • la pressione e lo stato di consumo delle gomme
  • i livelli di olio e liquido di raffreddamento
  • la condizione dei freni
  • la tua copertura assicurativa, se andrai all’estero
viaggio in moto

Cosa portare

Durante il viaggio ti consiglio di indossare abbigliamento da moto che, oltre a garantire la sicurezza, è molto più pratico. Per comunicare tra di noi senza dover urlare, ci siamo trovati molto bene con l’interfono, che si può usare anche ad una certa distanza, in caso di più moto. Inoltre, sul manubrio della moto, abbiamo messo un astuccio impermeabile, dove abbiamo tenuto il navigatore per alcuni tratti di strada, con tanto di cavo per la ricarica collegato.

Per tutto il resto avevamo a disposizione i tre bauletti della moto. Quelli laterali li abbiamo usati per i vestiti, uno a testa. Io mi sono beccata il più piccolo e ci ho fatto stare: un piccolo beauty con le cose essenziali, biancheria intima, un paio di jeans, qualche maglietta, dei vestitini, un costume, un paio di scarpe e uno di infradito.

Il bauletto più grande, quello sulla coda della moto, l’abbiamo usato per mettere quelle cose che ci sarebbero potute servire durante il viaggio:

  • la reflex
  • le tute antipioggia
  • il kit di primo soccorso
  • la mia borsa con portafogli e documenti
  • l’astuccio della action cam (persa per strada al secondo giorno di viaggio)
  • l’anello di fidanzamento (ben nascosto fino all’ultimo giorno)

Per concludere

Prima di affrontare questo viaggio, eravamo già abituati a passare molte ore in sella alla moto, in particolare Mariano. Avere una moto comoda ha fatto senz’altro la differenza, soprattutto per me che potevo stare tranquillamente appoggiata al bauletto dietro.

Essendo il primo vero viaggio in moto ho fatto degli errori di valutazione durante la pianificazione perché non sempre ho tenuto conto della stanchezza che avremmo avuto dopo tante ore passate in sella. Ma ti racconterò tutto nel dettaglio nel post dedicato al viaggio in Spagna, non più visto dal punto di vista organizzativo ma da quello emotivo. In sella, si parte!

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